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| Biella - Città da scoprire |
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La storia di Biella è da sempre legata all’industria tessile, che l’ha resa famosa in tutto il mondo per la qualità dei suoi prodotti, tanto da procurarle nell’Ottocento l’appellativo di “Manchester d’Italia”.
Ancora oggi il glorioso passato si ritrova nel centro urbano con una massiccia presenza di fabbriche dismesse, che rappresentano un patrimonio socio-culturale di “Archeologia industriale” di grande fascino.
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E’ possibile seguire un itinerario lungo il torrente Cervo per ammirare le riconversioni delle fabbriche laniere di ieri: partendo dal Ponte della Maddalena l’ex Lanificio Alfredo Pria è ora sede di manifestazioni e spazio espositivo per l’arte; costeggiando la via Serralunga l’ex lanificio Trombetta ora è sede di Cittadellarte con il centro di creatività giovanile del Maestro Michelangelo Pistoletto, il complesso dell’ex Lanificio Maurizio Sella, dominato dalla collina di S. Gerolamo dove si è passati da impianti per la tessitura ad uffici della Banca Sella. Il nucleo più antico ospita la Fondazione Sella con i fondi archivistici della famiglia dal ‘600 all’età attuale e l’Istituto di Fotografia Alpina dedicata a Vittorio Sella. Infine si segnalano gli ex Lanifici Rivetti, ora divenuti sedi di aziende e di abitazioni private.
Terra di eccellenza laniera ma non solo, Biella è sicuramente una città che adora farsi scoprire a poco a poco.
L’offerta culturale non manca: i due livelli della città Biella Piano e Biella Piazzo consentono di leggere la sua storia attraverso i secoli, per arrivare fino ai giorni nostri.
Il nucleo più antico coincide con l’area dell’attuale Piazza del Duomo, con Il Battistero di pianta ottagonale, eretto nel decimo secolo, considerato uno degli esempi più significativi di arte romanica in Piemonte.
Residuo del complesso della Chiesa romanica di Santo Stefano, distrutta nel 1872 per costruire la casa canonica della cattedrale, è il campanile a pianta quadrata alto 52 metri e costituito da nove piani sovrapposti alleggeriti da feritoie, monofore e bifore.
Il Duomo, dedicato a Santa Maria Maggiore e a Santo Stefano, iniziato nel 1402 sull’antica chiesa del decimo secolo e nel 1772 scelto da Papa Clemente XIV quale sede della diocesi di Biella. All’interno l’affresco detto “ Il Cristo della Domenica” nel quale Cristo compare ferito dagli strumenti dei lanaioli a monito per quegli operai che non onorano il giorno del riposo settimanale.
Poco distante l’interessante Basilica di San Sebastiano, pregevole esempio di architettura rinascimentale lombarda. Realizzata tra il 1500 ed il 1504 per volontà di Sebastiano Ferrero e dei suoi discendenti; nel corso dei secoli subì vari restauri e rimaneggiamenti soprattutto per volontà della famiglia La Marmora.
La struttura a pianta basilicale è a croce latina a tre navate; l’interno è abbellito da sculture e dipinti tra cui le tombe dei generali Alessandro ed Alfonso La Marmora e la tavola dell’Assunta dipinta dal pittore vercellese Bernardino Lanino nel 1543.
Accanto alla Chiesa sorge il Monastero di San Sebastiano , quadrilatero a due piani che circonda il chiostro porticato. Acquistato nel 1860 dal Comune cittadino insieme alla Basilica, dopo accurati restauri è divenuto nel 2001 la sede del Museo del Territorio Biellese.
Nelle suggestive sale dell’ex convento sono esposte opere dal medioevo ai giorni nostri provenienti in parte dal territorio e in parte da donazioni pervenute alla città a partire dalla fine dell’800.
Biella Piano comprende anche la Chiesa di San Filippo fatta erigere nel 1789 dai Padri Filippini su disegno dell’Architetto Carlo Ceroni; il Teatro Sociale Villani in Piazza Martiri della Libertà, iniziato nel 1863 su disegno dell’Ingegner Bollate, inaugurato nel 1865 ed ampliato nel 1950, il monumento bronzeo dedicato a Quintino Sella, i cui bassorilievi raffigurano lo statista in una seduta storica al Consiglio dei Ministri ed in un incontro dell’Accademia delle Scienze.
Sulla strada che conduce invece al Piazzo (Costa del Vernato) si incontrano invece alcune case di epoca tardo medioevale con strutture pensili poggianti su supporti di legno.
Interessante è la “Casa della Sindone”, di epoca tardo medioevale, sul cui portone di ingresso è affrescato il Santo Sudario sorretto dai Santi Filippo Neri, Nicola da Tolentino, Giuseppe e Gaetano da Thiene con al centro la Madonna d’Oropa; in via della Rocchetta la rinascimentale “Casa dei Masserano” che fu dapprima sede dell’Ospedale dei Pellegrini ed in seguito proprietà dei Ferrero della Lamarmora. Sulla parete esterna dell’abitazione sono rappresentate:l’Annunciazione, la Pietà, la Madonna in trono fra due Santi e un uomo selvatico armato di clava.
Per accedere al quartiere del Piazzo si può utilizzare uno tra i più antichi impianti a fune esistenti in Italia “la funicolare del Piazzo” costruita nel 1886 utilizzando un sistema idraulico; percorrendo in 177 metri un dislivello di 60 m. il tragitto consente una splendida vista su Biella piano.
Il Piazzo venne fondato nel 1160 dal Vescovo Uguccione sulla collina prospiciente il Piano. La rocca rappresentava un’ottima difesa in caso di occupazione nemica e poiché Uguccione stabilì che i residenti avrebbero goduto immunità e privilegi, il borgo fu presto abitato dai nobili e divenne il centro politico e amministrativo della città.
Nel 1377 il castello dei Vescovi venne abbattuto e al suo posto nel 1432 fu costruito il Convento di San Domenico che nel 1800 venne adibito in parte ad edificio industriale.
Quando nel 1848 il mercato e la sede comunale furono trasferiti al Piano la zona si trasformò in un rione marginale.
L’impianto urbanistico odierno si snoda lungo la strada centrale, porticata per difendere i passanti dalle intemperie e per aumentare la superficie edificabile su Piazza Cisterna, mentre a congiungere il Piazzo con la città sottostante rimangono solo due delle quattro porte laterali (oltre alla funicolare).
Porta della Torrazza o Porta d’Oropa , costruita nel 1780 è l’unico ingresso in piano dell’abitato e sorse in ricordo della visita che Re Vittorio Amedeo III e la sua consorte fecero a Biella e al Santuario di Oropa. Nel 1798 lo stemma sabaudo al centro dell’arco venne eliminato in segno di ribellione verso l’aristocrazia ed il passato regime.
Lungo la costa inclinata che dal Piazzo conduce al complesso di San Sebastiano si innalza la Porta di Ghiara costruita nel 1300 per difendere i vescovi guelfi dai ghibellini di Vercelli.
Sia questa che l’altra porta venivano chiuse quando il nemico occupava la parte inferiore della città così da proteggere il borgo in una seconda cerchia fortificata.
All’interno del Borgo troviamo numerosi palazzi importanti: Palazzo dei Principi dal Pozzo della Cisterna, Palazzo dei Ferrero Principi di Masserano, Palazzo dei Ferrero Marchesi della Lamarmora, Palazzo dei Gromo di Ternengo oltre al Convento di San Domenico, Casa su travi di legno, Casa Vialardi, Casa Teccio, la Sinagoga.
Altro punto di forza di Biella e delle sue frazioni è sicuramente il paesaggio: la città è immersa nel verde, circondata da una folta vegetazione e da numerosi parchi. Citiamo: il Parco della Burcina, il parco della collina di San Gerolamo e la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Oropa.
Oropa ed il suo Sacro Monte, riconosciuto nel 2005 dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, possono essere considerati il cuore pulsante di Biella.
Sorge a quota 1.180 metri ed è il più importante e grandioso santuario mariano dell’intero arco alpino, uno dei maggiori d’Italia, costituito da un’insieme scenografico di fabbricati e piazzali disposti in una conca circondata da montagne.
La sua origine è legata a Sant’Eusebio, il martire vescovo di Vercelli che, secondo la leggenda, nel 369 avrebbe fatto erigere una cappella per collocarvi la statua lignea proveniente da Gerusalemme e raffigurante la Madonna nera.
Le prime notizie riguardanti il complesso religioso risalgono al tredicesimo secolo e nel 1290 fu costruita la prima chiesa che incorporava il Sacello.
La costruzione del Santuario nelle forme attuali iniziò nel Seicento, dopo un voto fatto dalla Città di Biella durante l’epidemia di peste del 1599 che portò alla realizzazione della Basilica Antica.
Mentre nel 1877, a seguito della necessità di costruire una chiesa più grande per contenere i pellegrini sempre più numerosi, venne affidato lo studio per una Basilica Nuova ad Ignazio Amedeo Galletti e che vide la consacrazione solo nel 1960.
Unitamente alla Basilica ed al Sacello le diciannove cappelle costituiscono con il suo Sacro Monte una delle parti più interessanti del Santuario di Oropa. Tipico esempio di architettura barocca, dodici di queste presentano episodi relativi alla vita della Vergine e sono ornate di statue.
Dal piazzale a monte della Chiesa Nuova partono numerose e piacevoli passeggiate sulle montagne della conca d’Oropa, mentre una funivia alle spalle della Chiesa consente di raggiungere in pochi minuti il Rifugio Rosazza, l’Albergo Savoia e il Lago del Mucrone da cui partono sentieri per raggiungere vie ferrate e interessanti mete escursionistiche.
Di tutt’altro fascino, Biella lo esercita sul turista con la sua tradizione enogastronomica; come in tutte le zone alpine e prealpine la cucina tradizionale è povera e si basa sui prodotti della terra.
In particolare ad Oropa nelle trattorie si ritrovano i gusti autentici delle tome, della polenta concia e dei cibi cotti sul potagè, mentre a Biella nelle numerose pasticcerie si producono dolci gustosi e fragranti come i torcetti, i canestrelli, il pan d’Oropa ed i tigrini.
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| Comune di Biella |
Via Battistero, 4 - 13900 Biella
Tel. +39 015 35071
Fax +39 015 3507508
www.comune.biella.it
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